Muoversi in autonomia in acqua per imparare a farlo anche fuori

E’ il traguardo finale del progetto di acquaticità realizzato dalla Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza Area Sud della ASL Bari
Dieci incontri in piscina a Triggiano, stamane quello di chiusura, con una ventina di bambini e ragazzini suddivisi in gruppi per fascia d’età: i più piccoli dai 3 ai 7 anni e i più grandi dagli 8 ai 12.
Un’esperienza bella e coinvolgente, in cui il gioco e il contatto con l’acqua recitano un ruolo fondamentale, che nello stesso tempo è anche terapia mirata e necessaria per minori con disturbi del neurosviluppo, autismo, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) ma anche ritardo mentale e cognitivo, paralisi cerebrale infantile, sindrome di Down. Un “lavoro” che i nostri utenti hanno affrontato impegnandosi su due diversi piani, da un lato gli adattamenti psicocinetici, sensoriali e respiratori, dall’altro sul piano relazionale, simbolico, della comunicazione e della socializzazione. Obiettivi raggiunti (con tanto di medaglia e attestato finale) sviluppando competenze nuove in area personale, sociale e dell'imparare ad imparare. Tutti insieme come una piccola squadra di nuotatori, seguiti per la parte tecnica dagli esperti della Asd CLC Benessere, per la parte educativa e terapeutica dagli operatori della NPIA di Triggiano con la supervisione clinica e scientifica della dott.ssa Roberta Liturri, medico responsabile del progetto, promosso dal dott. Claudio Ziccarelli, dirigente della NPIA Area Sud e dal dott. Vito Lozito, Direttore Npia ASL Bari.

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Servizio di Informazione e Comunicazione Istituzionale

Data di pubblicazione:

28/11/2022

Ultimo aggiornamento:

29/11/2022